Come può Las Vegas perdere il primato di città della perdizione a favore della cinese Macao grazie a un intervento di magia veneziana? L’idea è degli stessi “re del gioco d’azzardo” made in Usa: costruire il più grande casinò di del mondo, a quasi perfetta immagine e somiglianza della Serenissima, la città romantica per eccellenza nell’immaginario cinese. Il Venetian, complesso da gioco record, è stato inaugurato martedì nell’ex colonia portoghese.
Gli accaniti giocatori asiatici potranno avvicendarsi ai suoi 800 tavoli verdi per black jack e roulette e alle sue 3.400 slot machine, distribuite su un’area totale di 10 mila metri quadrati, pari a 3 campi di calcio. Alle 19 e 18 minuti, un’ora di buon auspicio per gli abitanti di Macao, gondolieri con gli occhi a mandorla e arlecchini dal suono mandarino hanno aperto i giochi dell’ultimo investimento della Las Vegas Sands, la compagnia americana che per prima importò un casino straniero nell’enclave portoghese nel 2004.
Visto il giro d’affari legato al gioco d’azzardo, la principale risorsa della città, la Las Vegas Sands ha investito per il mega complesso 1,8 miliardi di euro: ai tavoli di cristallo, ai lampadari dorati, alla piccola piazza San Marco, alle gondole e gondolieri con tanto di maglietta a strisce si aggiungono 3 mila stanze d’albergo, 350 boutiques e il centro conferenze di 108 mila metri quadrati più grande dell’Asia. Quanto basta per far diventare Macao la principale rivale planetaria di Las Vegas: le case da gioco qui sono già 26, poche rispetto alle 189 della città statunitense, ma nel 2006 hanno prodotto un giro d’affari che ha superato quello della madre di tutte le scommesse: 7 miliardi di dollari a Macao contro i 6,6 di Las Vegas.